CONCERTO PER I BRIGANTI DI LIBRINO

Concerto organizzato da ASSOCIAZIONE MUSICALE ETNEA a sostegno della causa dei Briganti di Librino: il ricavato sarà destinato interamente alla ricostruzione della club house, distrutta da un incendio all’inizio di gennaio 2018.

ALFIO ANTICO tamburi e percussioni

CESARE BASILE voce e chitarra

IPERCUSSONICI
Alice Ferrara voce principale e percussioni
Carlo Condarelli jembe, tamburi bassi, balafon e voce
Luca Recupero marranzani, tamburelli, live electronics e voce
Alberto Paternò didjeridoo
Michele Musarra fonico, basso elettrico

I LAUTARI
Gionni Allegra contrabbasso, plettri, chitarra e voce
Puccio Castrogiovanni fisarmonica, plettri, chitarra e voce
Salvo Farruggio batteria e percussioni
Salvatore Assenza fiati
Marco Corbino chitarre

RITA BOTTO voce e chitarra

Alfio Antico ha vissuto fino all’età di 18 anni facendo il pastore fra le montagne dell’entroterra siracusano e respirando le favole, le storie, i miti della cultura contadina. I suoni delle 600 campane del suo gregge, le prime esperienze musicali nelle strade delle grandi città, fino all’incontro con i più famosi musicisti e uomini di teatro della grande tradizione italiana hanno contribuito a delineare un profilo artistico di assoluta originalità in Alfio Antico. Le collaborazioni con grandi artisti della musica e del teatro (Eugenio Bennato, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Giorgio Albertazzi, Vinicio Capossela, Renzo Arbore, Roy Paci, Carmen Consoli) fanno di lui l’artista eclettico di oggi: musica, presenza, gestualità; maestria e virtuosismo eccelsi.
Cesare Basile cantautore catanese, dopo l’esperienza con i Quartered Shadows ha pubblicato 10 album a suo nome. Ha vissuto in mezza Europa e ci racconta il mondo odierno anche attraverso l’uso sapiente del dialetto siciliano che gli è valso nel 2013 la vittoria della Targa Tenco per il miglior disco in dialetto. Cesare Basile partecipa attivamente alle attività del Teatro Coppola Teatro dei Cittadini, un teatro occupato e autogestito, nato sulla sica dell’esperienza del Teatro Valle Occupato di Roma.

Cesare Basile, nato a Catania nel 1964, esordisce come musicista nel 1987, anno in cui registra insieme ai Candida Lilith. L’anno dopo la band si scioglie e Basile si trasferisce a Roma, dove si aggrega ai Kim Squad, band con cui affronta una lunga serie di concerti in Italia e all’estero. Dopo alcuni anni decide di tornare in Sicilia e fonda i Quartered Shadows, gruppo con cui registra un album omonimo. Poi si trasferisce a Berlino. Nella capitale tedesca la band di Basile trova un equilibrio e un discreto successo. I Quartered Shadows aprono i concerti di artisti di fama mondiale, come Nirvana e Primus, e pubblicano un album dal titolo The Last Floor Beach (1993), prodotto da Marc De Reus. Dopo circa quattro anni la band si scioglie e Basile rientra a Catania. Con la Lollypop, una delle etichette discografiche indipendenti che nel frattempo si sono affermate nella zona, nel 1994 incide l’album La pelle, suo primo lavoro da solista. Nel 1998 è la volta di Stereoscope, etichettato da Black Out/Mercury. Il disco era originariamente intitolato Pop Oral Patriots e doveva essere pubblicato per Viceversa Records. Nel 2001 registra e pubblica Closet meraviglia, album in cui vira verso la musica d’autore. In questo disco, Basile si avvale della collaborazione di Hugo Race (Nick Cave and the Bad Seeds) per la direzione artistica e John Bonnair (Dead Can Dance) per gli arrangiamenti delle orchestrazioni. Prendono parte al progetto anche Roy Paci e i Massimo Volume.

IPERcusSONICI è un gruppo che nasce nel 2002 dall’incontro tra Luca Recupero, polistrumentista alle prese con incastri musicali tra il suo marranzano ed il didjeridoo, e Carlo Condarelli, rientrato in quel periodo a Catania dalla Guinea dove aveva studiato il linguaggio delle percussioni africane, è il fulcro di un impasto musicale e culturale che dà vita al progetto de Ipercussonici. L’inserimento poco dopo di Alice Ferrara, che canta il dialetto siciliano a ritmo di raggamuffin. Ed è così che “Liotro”, il loro primo cd autoprodotto nel 2005, viene suonato ed ascoltato in Italia, Olanda, Francia, Ungheria, Giappone, Germania, Portogallo e Tunisia. Un circuito internazionale consolidato con il secondo disco, “Tutti Pari”, pubblicato nel 2008 con la Finisterre. Ipercussonici hanno partecipato ad eventi e festival internazionali fino ad arrivare in Inghilterra, dove vengono presentati come “The Adventurous New Sound Of Sicily” al Womad di Peter Gabriel, il tempio itinerante della world music mondiale.

I Lautari si muovono da vent’anni nel solco della tradizione popolare e del suo rinnovamento con un progetto che prevede la ricerca e la rielaborazione di canti siciliani, ma anche la composizione di canzoni inedite nel rispetto dei motivi e delle forme tradizionali.
Partendo dal forte radicamento alle origini e dallo stretto legame con la tradizione siciliana colta e popolare i Lautari si sono spinti oltre l’eredità culturale della propria terra, fino alle diverse identità etnomusicali del mondo, misurandosi anche con una prospettiva non esclusivamente autoctona e confrontandosi con impegno e naturalezza con il suono dei più vari strumenti tradizionali, provenienti da diverse parti del mondo (Europa, Sud America, Africa e Medio Oriente). Il valore musicale e culturale del progetto artistico dei Lautari ha consentito loro di collaborare in teatro con artisti e registi di grande spessore come Pino Micol, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi, Armando Pugliese, Peppe Barra, e gli ha permesso di partecipare a prestigiose rassegne, come il Club Tenco e ArezzoWave, che hanno riconosciuto la valenza autorale del loro percorso. Inoltre il gruppo ha preso parte alla realizzazione di alcuni film, tra cui “La lupa” per la regia di Gabriele Lavia e “Storia di una capinera” per la regia di Franco Zeffirelli.

Rita Botto è una cantante che trova nella sua Sicilia l’energia di riprendere le radici sonore che oggi son tornate di attualità. Artista versatile, la cui principale dote è la comunicatività, vanta una voce mediterranea tutta da scoprire: potente, duttile, spesso accarezzata da un vento aspro e malinconico. Nata nel 1957 alle pendici dell’Etna, nella barocca Catania, Rita Botto musicalmente esordisce a Bologna, vero trampolino di lancio per il suo futuro artistico. Svariate e molteplici sono le iniziative musicali e teatrali abbracciate in tanti anni di palcoscenico: gli stili che Rita Botto fa propri vanno dal repertorio della musica leggera italiana a quella brasiliana, passando per i registri afroamericani del blues e del jazz. L’esperienza di canto dell’artista siciliana viene messa anche al servizio dell’insegnamento, sia alla “Scuola di Musica Moderna” di Ferrara sia alla Scuola di Teatro “Baule dei Suoni” di Bologna.