JOÃO BOSCO

João Bosco è il più grande ingegnere civile diventato cantautore della storia della musica popolare brasiliana. Laureatosi nel 1972, da quel momento si è concentrato nel diventare uno dei migliori cantautori brasiliani. Per gran parte degli inizi della sua carriera ha fornito a Elis Regina alcuni dei suoi migliori materiali; si potrebbe quindi dire che entrambi hanno contribuito l’uno al successo dell’altro. A seguito della scomparsa di Elis Regina, Bosco è passato a esibirsi, diventando una delle figure più prestigiose della musica brasiliana.
Nato a Ponte Nova nel 1946, Bosco è cresciuto all’interno di una famiglia in cui la musica era importante come mangiare e dormire. Sua madre era una violinista talentuosa, suo padre un cantante di samba, sua sorella una pianista concertista e suo fratello un compositore. Mentre frequentava l’Università di Ouro Preto, si è immerso nell’American jazz (Miles Davis, in particolar modo) e nel sound della bossa nova di João Gilberto e Antonio Carlo Jobim. È stato sempre mentre era all’università che ha incontrato il paroliere Vinicius de Moraes il quale ha contribuito con i suoi testi eleganti e poetici alla musica di Bosco. Non passò molto tempo che le case discografiche iniziarono ad interessarsi alla musica dei due. Più tardi, negli anni ’70, Bosco è entrato in contatto con Aldir Blanc, uno psichiatra che aveva deciso di abbandonare la professione per diventare uno scrittore di canzoni. Spiritoso, surreale, a volte pretenzioso, ma il più delle volte estremamente intelligente, Blanc ha composto numerose tracce per Bosco e i due hanno lavorato insieme con successo fino alla metà degli anni ’80.
Il successo della carriera di Bosco ha coinciso approssimativamente con la dittatura militare brasiliana che durò dal 1964 al 1985 e il suo lavoro, anche le più innocue canzoni d’amore, è stato censurato con frequenza. Come sottolineato in un’intervista dei primi anni ’90, “Qualsiasi cosa tu componessi o cantassi veniva censurata. Non c’erano delle line guida su quello che era e non era ammesso. Ogni brano che scrivevo significava passare ore nell’ufficio della censura, discutendo a volte su una singola parola”. Nel 1977 Bosco ha scritto la sua più personale canzone di protesta “O Bebaido e a Equilibrista (The Drunkard and the Tightrope Walker), che è diventata il tema musicale di Amnesty International. Nonostante la sua fama in Brasile, Bosco non è stato conosciuto in America fino alla sua apparizione nel 1988 come ospite del chitarrista jazz Lee Ritenour. Questa occasione non è stata sufficiente a farlo diventare una superstar internazionale, però è servita a fargli ottenere una maggiore attenzione da parte del pubblico statunitense. Bisogna attendere i primi anni ’90 quando Bosco ha realizzato un importante tour negli Stati Uniti, ma da allora è diventato sempre più popolare a livello internazionale, suonando regolarmente al prestigioso Montreux Jazz Festival, che di frequente presenta interpreti brasiliani.
Nonostante la crescente popolarità fuori dal suo paese, Bosco è rimasto molto legato al Brasile al punto di non lasciarlo mai per lunghi periodi. Così, mentre è piuttosto sconosciuto al pubblico statunitense, la sua musica, radicata nella tradizione classica della samba e della bossa nova brasiliana, combina rock & roll, jazz e altri stili etnici in una miscela eclettica che è inventiva e stimolante quanto lui.
Suoi album sono stati pubblicati quasi ogni anno e quasi tutti hanno avuto successo in Brasile. Ai Ai Ai de Mim del 1994 e Dá Licença Meu Senhor sono stati entrambi acclamati dalla critica e sono entrati nelle classifiche sia in Spagna che in America Latina. Nel 21° secolo Bosco ha realizzato tour in Giappone ed Europa, così come in Sud America e la Universal ha iniziato un intenso programma di ristampa dei titoli presenti nel suo catalogo. La sua produzione di questi anni, in particolare João Bosco (Tristeza de Uma Embolada) del 2001, Malabaristas Do Sinal Vermelho del 2003 e Curtição del 2009 (tutti pubblicati da Sony/BMG) hanno avuto successo sia di critica che di pubblico, così come il live Não Vou Pro Céu, Mas Já Não Vivo No Chão.
Per buona parte della seconda decade del nuovo secolo, Bosco si è concentrato sul lavoro in sala di registrazione e sulle collaborazioni. Ha continuato la sua tournée in Brasile, ma ha anche suonato nelle registrazioni di sua figlia Giulia, Josee Koning e Nils Landgren. È stato protagonista del concerto tributo a Moacir Santos e nel 2017 ha contribuito all’album Dance of Time di Eliane Elias. Nello stesso anno, nel corso della 18ª edizione dei Latin Grammy Awards, João Bosco ha ricevuto un premio alla carriera da parte della Latin Recording Academy.