MUSICOTERAPIA NELLA U.O. DI ONCOLOGIA PEDIATRICA DEL POLICLINICO DI CATANIA

SIMONA DI GREGORIO voce, chitarra, organetto, percussioni
STEFANO SPOTO voce, percussioni, didjeridoo
Grammafonia

Dall’esperienza in campo musicale e musicoterapico ad indirizzo relazionale nasce Grammafonia, una performance nella quale l’intreccio tra sinestesia e suggestioni sonore prodotte da strumenti musicali inusuali, può permettere all’utente di contattare quelle aree dell’immaginario normalmente ignorate o giocoforza dimenticate. Un ironico, buffo dialogo tra due bizzarri musicisti, il colore e la fantasia dell’ascoltatore.
Simona Di Gregorio, cantante e polistrumentista, musico terapista. È compositrice delle musiche per il film Acqua fuori dal ring di Joel Stangle. Fonda con Riccardo Gerbirno e Giovanni Arena “luftig”, un progetto che dà vita a brani originali e al primo disco, Erdrind, 49edizioni. Ha collaborato e ha inciso per: Matilde Politi e Compagnia Bella, Unnarimari, Biagio Guerrera, Rita Botto, Terrae, Luigi Di Pino, Miriam Palma, ‘Na Maravigghia, I Beddi, Secoli Bui. Ha suonato in numerosi concerti in Italia e in Europa. Conduce laboratori di canto tradizionale e di esplorazione vocale.
Stefano Spoto, odontoiatra, musicista, musico terapista. È fondatore di diversi gruppi musicali di sperimentazione e fusione tra musiche etniche e tribali (Ipercussonici, Cantiriterra, Unnarimari). Ha realizzato tre cd (Tappeto d’ascolto, Liotro, Tutti pari). Ha condotto una ricerca sul campo su diverse tradizioni musicali tribali del mondo e della Sicilia. È socio fondatore dell’associazione “MoMu mondo di musica”, ideatrice del Marranzano World Festival. Conduce laboratori di musicoterapia per soggetti interessati da patologie oncologiche. È aborigeno australiano d’adozione e porta avanti un lavoro sull’uso della musica tradizionale aborigena nella relazione d’aiuto.

Il Day Hospital della U.O. Di Oncologia Pediatrica del Policlinico di Catania grazie all’impegno della LAD Onlus è stato riprogettato a “Dimensione Bambino”, trasformando gli ambienti che accolgono i bambini che affrontano la malattia affinché, attraverso arte e creatività, la malattia non ostacoli il processo naturale di crescita. In questo scenario l’architettura assume un ruolo importantissimo, così come la tecnologia, al fine di abbattere le barriere relazionali. Il lavoro della LAD Onlus ha un altro importante obiettivo: avviare e completare la ristrutturazione del reparto di degenza e l’Unità di Trapianto di Midollo Osseo.