BIAGIO GUERRERA & POCKET POETRY ORCHESTRA

 Amàri

 “Guerrera è un poeta del Mediterraneo, di quei cantori che salivano sui velieri e sui vapori e di porto in porto sbarcavano le loro leggende e malinconie.”  Giovanna Giordano

“Biagio Guerrera scrive poesia siciliana bellissima.
La sua è una scrittura moderna. C’è memoria, ma c’è presente e presenza perché è scrittura sonora e orale, cantata.”  Gaspare Balsamo

“Quello di Biagio Guerrera è un nuovo canzoniere siciliano, una raccolta di versi ma anche di canti, arrangiati insieme ad alcuni dei protagonisti della nuova scena musicale isolana.
Si potrebbe pensare che la nuova raccolta di versi in siciliano di Biagio Guerrera sia un libro che parla d’amore. Lo si poteva intitolare Amùri, invece si intitola Amàri. Amore e Amare non significano la stessa cosa: Amore è nome ma anche idea, concetto, spesso ideale; Amare invece è verbo e atto che, declinato a seconda delle circostanze, racconta storie ed emozioni, si ascolta o si bisbiglia, si urla a squarciagola.
L’Amare è pervaso, sì, dall’Amore, ma contiene in sé anche la quotidianità, l’odore e i dolori di una vita sola e di tante. Ecco allora cos’è Amàri: poema e canto di una vita sola e di tante.”  Mesogea

                                                                                           

Biagio Guerrera voce
Matilde Politi voce, chitarra, tamburello
Simona Di Gregorio voce, organetto
Faisal Taher voce
Vincenzo Gangi chitarra
Alessandro Pizzimento plettri e zampogna
Giovanni Arena contrabbasso
Riccardo Gerbino percussioni

ospiti speciali:
Stefano Zorzanello flauti ed elettronica
Sara Castrogiovanni, Alessandra Pirrone e Benedetta Carasi voci
e il poeta Moncef Ghachem

tecnico del suono: Gaetano Leonardi

Biagio Guerrera
poeta, attore, regista, curatore, è nato a Catania nel 1965.
Ha curato diverse antologie e pubblicato: Idda (Il Girasole 1997), Cori niuru spacca cielu (Mesogea, 2009) Amàri (Mesogea, 2014) e il cd Quelli che bruciano la frontiera (Folkstudio ethnosuoni, 2011) insieme al poeta tunisino Moncef Ghachem e alla Pocket Poetry Orchestra. Sue poesie sono state pubblicate in Polonia, Inghilterra e Tunisia.
Il suo interesse per il siciliano lo ha portato ha collaborare con il regista e drammaturgo Carmelo Vassallo (Lupo e To re Show) e a firmare diverse regie in proprio tra cui Idda (Santarcangelo dei Teatri) e l’incittà con testi suoi,  Iu mi spensu, Ancora na notti di ventu e Nenti sutta u suli nenti subra con testi di Salvo Basso e il lavoro teatrale con marionette (oltre che il video in animazione) U spavintapassari, da un cuntu di Nino De Vita. Firma anche la regia di Le vecchie e il mare dalla corale di Ghiannis Ritsos. Svolge un’intensa attività di curatore e operatore culturale in diverse associazioni (Associazione Musicale Etnea, Festival Internazionale di poesia Voci del Mondo, Leggerete, SabirFest). Suoi testi sono stati pubblicati in varie riviste e antologie, in Italia e all’estero.

 
La Pocket Poetry Orchestra nasce nel 2007 da un’idea di Biagio Guerrera, che dà seguito e amplia l’esperienza dell’incontro poetico-musicale tra il poeta tunisino Moncef Ghachem e il gruppo italo- palestinese dei Dounia (esperienza confluita nel reading “Dalle sponde del mare bianco”, inciso su cd e contenuto nell’omonimo libro pubblicato nel 2003 da Mesogea).
La PPO ha un organico variabile che può comprendere i quattro componenti dei Dounia (il cantante palestinese Faisal Taher, il chitarrista Vincenzo Gangi, il contrabbassista Giovanni Arena e il percussionista Riccardo Gerbino) con l’aggiunta della cantante Matilde Politi, della percussionista Marina Borgo, del polistrumentista e compositore Stefano Zorzanello e di Biagio Guerrera in qualità di attore e regista. Il gruppo base si compone di volta in volta con l’aggiunta di poeti e solisti ospiti in base alle esigenze delle diverse produzioni.
La PPO vuol essere un ensemble che si pone come scopo peculiare quello dell’indagine sonora tra musica e parola, per creare un tessuto musicale e vocale omogeneo: un flusso sonoro che possa porgere all’ascoltatore un unico suono in cui la parola del testo è completata dalla musica, e mai inibita.
Dopo il primo lavoro, “quelli che bruciano la frontiera” su testi di Moncef Ghachem e Biagio Guerrera, pubblicato nel 2011 dai tipi di Ethnosuoni, sempre nel 2011 ha debuttato il reading con Ronny Someck ed Eyal Maoz (poeta e chitarrista israeliani). Del 2012 invece è “Nenti sutta u suli nenti subbra” con testi del poeta Salvo Basso, reading presentato in occasione del decennale dalla morte. L’ultima produzione del 2015 è Sicilia Segreta con i testi di Guido Ballo, Jaroslaw Mikolajewski, Moncef Ghachem e Peter Waterhouse e i video di Documenta, Carlo Lo Giudice e Raffaella Piccolo.

Il gruppo si è esibito tra l’altro a:
Mantova, Festival letteratura
Roma, Auditorium Parco della Musica
Palermo, Fondazione Orestiadi di Gibellina
Sidi Bou Said, Tunisi, Journèes Théâtrales de Carthage
Genova, Genova Poesia, Palazzo Ducale
Napoli, Galassia Gutenberg, Galleria Toledo
Catania, Zo, Centro Culture Contemporanee, Uva Grapes – Catania Contemporary
Network Trieste, Mediterraneo Folk Fest
Capo Peloro (ME), Parco Horcynus Orca Noto, Le Notti di Giufà