POCKET POETRY ORCHESTRA

Canzoni e rivoluzioni (1968 e oltre) (prima assoluta)

 

Vincenzo Gangi chitarra
Giovanni Arena contrabbasso
Matilde Politi voce, chitarra, fisarmonica, tamburello
Simona Di Gregorio voce, organetto
Alessandro Pizzimento plettri e zampogna
Riccardo Gerbino percussioni
Biagio Guerrera voce
Faisal Taher voce

 

Un progetto pensato in occasione dell’anniversario del 1968 ma ampliando la prospettiva dalla Francia alla grande canzone di poesia e di protesta in Italia (Cantacronache, De Andrè, Stormy Six), al Medio Oriente con le canzoni di Marcel Khalifa sulle poesie del grande poeta palestinese Mahmoud Darwish, ai canti della rivoluzione del 1989 nell’Europa dell’est in Polonia e nella Repubblica Ceca, sino al Tropicalismo brasiliano o alle canzoni di Miki Theodorakis sui poemi di Yannis Ritsos.
La Pocket Poetry Orchestra nasce nel 2007 da un’idea di Biagio Guerrera, che dà seguito e amplia l’esperienza dell’incontro poetico-musicale tra il poeta tunisino Moncef Ghachem e il gruppo italo- palestinese dei Dounia (esperienza confluita nel reading “Dalle sponde del mare bianco”, inciso su cd e contenuto nell’omonimo libro pubblicato nel 2003 da Mesogea).
La PPO ha un organico variabile che può comprendere i quattro componenti dei Dounia (il cantante palestinese Faisal Taher, il chitarrista Vincenzo Gangi, il contrabbassista Giovanni Arena e il percussionista Riccardo Gerbino) con l’aggiunta della cantante Matilde Politi, della percussionista Marina Borgo, del polistrumentista e compositore Stefano Zorzanello e di Biagio Guerrera in qualità di attore e regista. Il gruppo base si compone di volta in volta con l’aggiunta di poeti e solisti ospiti in base alle esigenze delle diverse produzioni.
La PPO vuol essere un ensemble che si pone come scopo peculiare quello dell’indagine sonora tra musica e parola, per creare un tessuto musicale e vocale omogeneo: un flusso sonoro che possa porgere all’ascoltatore un unico suono in cui la parola del testo è completata dalla musica, e mai inibita.
Dopo il primo lavoro, “quelli che bruciano la frontiera” su testi di Moncef Ghachem e Biagio Guerrera, pubblicato nel 2011 dai tipi di Ethnosuoni, sempre nel 2011 ha debuttato il reading con Ronny Someck ed Eyal Maoz (poeta e chitarrista israeliani). Del 2012 invece è “Nenti sutta u suli nenti subbra” con testi del poeta Salvo Basso, reading presentato in occasione del decennale dalla morte. L’ultima produzione del 2015 è Sicilia Segreta con i testi di Guido Ballo, Jaroslaw Mikolajewski, Moncef Ghachem e Peter Waterhouse e i video di Documenta, Carlo Lo Giudice e Raffaella Piccolo.

Il gruppo si è esibito tra l’altro a:
Mantova, Festival letteratura
Roma, Auditorium Parco della Musica
Palermo, Fondazione Orestiadi di Gibellina
Sidi Bou Said, Tunisi, Journèes Théâtrales de Carthage
Genova, Genova Poesia, Palazzo Ducale
Napoli, Galassia Gutenberg, Galleria Toledo
Catania, Zo, Centro Culture Contemporanee, Uva Grapes – Catania Contemporary
Network Trieste, Mediterraneo Folk Fest
Capo Peloro (ME), Parco Horcynus Orca Noto, Le Notti di Giufà