Terakaft & Cesare Basile
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Terakaft & Cesare Basile

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TERAKAFT & CESARE BASILE (Mali/Italy)
In this new project, born at the foot of Etna, the guitars and voices of a nomadic, ancient and nationless Touareg people resonate along with those of Sicily, the island where millennial roots always mixed.

The caravan aka Terakaft (caravan in Tamasheq) has crossed the Mediterranean, just as their ancestors did before, but this time, several centuries later, it did so to merge in an encounter with Cesare Basile, in Sicily.
Cesare Basile is a true bluesman, an outsider singer/songwriter who has always been committed to the sometimes harsh criticism of the planet’s social structure. The Caravan could not have made a better match.

In Sicily we learned that the best fruit comes from grafting on wild trees. Here a combination of free spirits has been born where ancient languages ​​and rhythms are mixed around the common fire of the blues, of music made of blood and sweat, of love and division, of celebration and revolt. The world is one, as one is the people of men, so is the heart that beats in the chest.

Terakaft is a genuine desert rock band, sculpted by the pure searing air and the endless rolling sands of the Sahara. The stark, harsh conditions of the Sahara have permeated their wild riffs, and as a result, Terakaft are the perfect embodiment of all that is wild and free in desert blues today. They have taken the electric guitar and made it their own. Their sound is modern but keeps its roots firmly planted in “popular” music, listened to and sung every day by Tamasheq youth.

Cesare Basile is definitely one of the most distinguished and innovative Italian artists of the past decades. Throughout the thirty years of his career he has successfully created a unique and original language of “Blues”, eventually settling on the use of a dark and archaic Sicilian dialect which he uses to represent the affliction of human people and the scream of pain of a population robbed of its dignity and self-determination.

Basile’s preferred subjects deal with stories of love and of anarchy, aiming to describe the defeated and the miserable, drawing the right inspiration from certain types of African music and creating a common theme uniting the Sicilian language, the pain of the defeated and the oppressed, and Africa, considered universally as the cradle of human civilisation.

First album to be released in 2021

 

Pre-listen to extracts of the upcoming debut album “Viremma”

 

Terakaft «ⵜⵔⴾⵊⵜ » che significa « la carovana » in tamasheq è un gruppo di blues tourag Hanno registrato il loro primo album Bismilla, The Bko Sessions  in quattro giorni al leggendario Bogolan Studios di Bamako, in Mali. A seguito dell’uscita del disco, la band ha intrapreso il suo primo Tour Europeo. Da lì in poi una serie di dischi culminata con Alone (Tenerè, 2015) che li ha consacrati come una delle realtà più interessanti nell’ambito della World Music internazionale.

Sono una band assolutamente da vedere dal vivo. Il loro perfetto mix di chitarre ritmiche e i toni profondi del basso ci cullano come potrebbe fare l’ondulata andatura del cammello nel più profondo cuore del deserto. Le pulsanti percussioni colpiscono e completano il suono portandoci al centro di una danza matrica e magica. Ma ci teniamo a sottolineare che le canzoni dei Terakaft e dei Tinariwen sono poesia impegnata, di rivolta e ribellione contro l emarginazione; esprimono la nostalgia, il desiderio di libertà, la dignità, e anche la bellezza di un popolo e di un territorio che attualmente sta subendo guerre, violenze e devastazioni.

Cesare Basile  è senz’altro uno dei più autorevoli e innovativi autori italiani degli ultimi decenni.
Durante il corso della sua trentennale carriera è riuscito a creare un linguaggio “Blues” viscerale, unico e personale utilizzando come lingua un dialetto siciliano arcaico e profondo attraverso il quale viene rappresentato  il degrado e la mortificazione operata dal potere centralizzato nei confronti della sua terra e dei suoi abitanti negli ultimi secoli di storia.
I temi più cari a Basile trattano storie d’amore ed d’anarchia volte a raccontare i vinti e i miserabili, gli emarginati e i diseredati, attingendo da certa musica africana (Tinariwen e Terakaft  in primis ma anche Boubacar Traorè e Tamikrest) la giusta ispirazione e creando un filo conduttore che lega la lingua siciliana, il dolore degli sconfitti e degli emarginati e l’Africa, da tutti considerata la culla della civiltà umana.
La Sicilia come il Delta del Missisipi e Basile come un novello Skip James o Robert Johnson.
Il tutto corroboato dalla sua irrinunciabile attitudine rock che abbraccia a piene mani la musica popolare siciliana, il folk , il blues e, a modo suo, il punk.
L’impegno musicale non è separato da quello politico e civile, ben presente nei suoi testi, che viene manifestato pubblicamente aderendo ad attività decisive quali l’occupazione del Teatro Coppola di Catania nel 2011, tutt’oggi punto di aggregazione e incontro imprescindibile per il tessuto culturale cittadino.
Negli anni Cesare Basile è stato artefice di ben 11 album che gli hanno garantito una credibilità ed un prestigio tale da portarlo ben due volte a vincere la Targa Tenco, il riconoscimento italiano più prestigioso ed ambito per la nuova musica d’autore e cantautorale

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