Biagio Guerrera & Pocket Poetry Orchestra – “Casa Munnu”

 

Amari tondo bn

Casa Munnu è una casa aperta, spalancata al vento, al sole, alla pioggia, al mare d’inverno, al cielo stellato, ai campi della Sicilia interna.
Casa Munnu è una casa ospitale, aperta agli amici, agli animali, c’è un’atmosfera familiare, vino, canzoni, odore di cibo buono.
Casa Munnu è esposta alla emozioni, alla gioia, al dolore, all’amore, al pianto… è esposta alla vita, a tutti i suoi regali, anche quelli che non avremmo mai voluto ricevere.
Casa Munnu è sopravvissuta ad un terremoto, ma è ancora in piedi, e intorno ora è pieno di fiori.
Casa Munnu è in siciliano perché la Sicilia è la mia casa, perché ho ricevuto questo dono da mia madre e dalle mie nonne e poi dalla mia città e poi ancora in giro nei paesaggi, nella natura dell’isola.
Non si sceglie la poesia così come non si sceglie nessuna cosa importante della nostra vita… e ogni regalo è una consegna.
Dentro si parla un siciliano risuonante, orale, impuro, meticcio, a volte “sbagliato”, un mondo sonoro dove sono entrato più di trent’anni fa e da cui non sono più uscito, un’atmosfera che si è sempre nutrita di teatro, di poesia, di musica.
La scrittura arriva spesso come una voce che registro sul telefonino, a volte direttamente come canto, a volte invece sono gli amici mi regalano la musica per le mie parole.
Le parole quando sono vive vanno dove vogliono e io mi auguro che questo Casa Munnu faccia tanta strada, magari a piedi per i boschi o per i borghi della mia amatissima.

Amàri tutti Messina

POCKET POETRY ORCHESTRA

Biagio Guerrera voce
Simona Di Gregorio voce, organetto
Vincenzo Gangi chitarra
Giovanni Arena contrabbasso
Riccardo Gerbino tabla, percussioni

CASA MUNNU BANNER PUCCIO

CASA MUNNU 

Biagio Guerrera voce
Puccio Castrogiovanni  voce, chitarra, marranzano, percussioni

(possibile anche in varie formazioni dal trio al quintetto)

audio

AVEVA ASSAI CA NUNNI SINTEUMU


PRESAGGIU

video

VENERDÌ SANTU

STA ARRIVANNU L’AMURI

 

La Pocket Poetry Orchestra nasce nel 2007 da un’idea di Biagio Guerrera, che dà

seguito e amplia l’esperienza dell’incontro poetico-musicale tra il poeta tunisino Moncef
Ghachem e il gruppo italo- palestinese dei Dounia, esperienza confluita nel reading
Dalle sponde del mare bianco, inciso su cd e contenuto nell’omonimo libro pubblicato
nel 2003 da Mesogea.
La PPO ha un organico variabile che può comprendere i quattro componenti dei Dounia
(il cantante palestinese Faisal Taher, il chitarrista Vincenzo Gangi, il contrabbassista
Giovanni Arena e il percussionista Riccardo Gerbino) con l’aggiunta della percussionista
Marina Borgo, del polistrumentista Stefano Zorzanello, della cantante Simona Di Gregorio
e di Biagio Guerrera, in qualità di attore e regista. Il gruppo base si
compone di volta in volta con l’aggiunta di poeti e solisti ospiti in base alle esigenze
delle diverse produzioni. La PPO vuol essere un ensemble che si pone come scopo
peculiare quello dell’indagine sonora tra musica e parola, per creare un tessuto
musicale e vocale omogeneo: un flusso sonoro che possa porgere all’ascoltatore un
unico suono in cui la parola del testo è completata dalla musica, e mai inibita. Dopo il
primo lavoro, Quelli che bruciano la frontiera, su testi di Moncef Ghachem e Biagio
Guerrera, (Ethnosuoni 2011), nello stesso anno ha debuttato il reading con Ronny
Someck ed Eyal Maoz (poeta e chitarrista israeliani). Del 2012 il Nenti sutta u suli nenti
subbia con testi del poeta Salvo Basso, in occasione del decennale dalla morte del
poeta siciliano. Del 2015 Sicilia Segreta, con testi inediti dei poeti Moncef Ghachem,
Jaroslaw Mikolajewski e Peter Waterhouse, video di Documenta, Carlo Lo Giudice e
Raffaella Piccolo e con la partecipazione di Cochi Ponzoni.

La Pocket Poetry Orchestra ha già presentato i suoi concerti reading a:
Mantova, Festivaletteratura
Roma, Auditorium Parco della Musica
Palermo, Fondazione Orestiadi di Gibellina
Sidi Bou Said, Tunisi, Journèes Théâtrales de Carthage
Napoli, Galassia Gutenberg, Galleria Toledo
Catania, Zo, Centro Culture Contemporanee, Uva Grapes
Trieste, Mediterraneo Folk Fest
Capo Peloro (ME), Parco Horcynus Orca
Caltanissetta, Teatro Margherita
Genova, Genova Poesia, Palazzo Ducale
Noto, Le Notti di Giufà
Varsavia, Istituto Italiano di Cultura
Cracovia, Sinagoga Popper | Austeria

Biografia

Biagio Guerrera, nato a Catania nel 1965, ha studiato canto con Michiko Hirayama. È
tra i fondatori del collettivo artistico Famiglia Sfuggita, con cui nel 1992 presenta, a
Santarcangelo dei Teatri, Idda, poi inserita nella sua prima raccolta poetica dal titolo
omonimo (Il Girasole, 1997). Nel 2003 partecipa alla realizzazione di Dalle sponde del
mare bianco (Mesogea, 2003), insieme ai Dounia e al poeta tunisino Moncef Ghachem.
Nel 2009 pubblica la sua seconda raccolta poetica, Cori niuru spacca cielu (Mesogea) e
nel 2011 Quelli che bruciano la frontiera (Folkstudio ethnosuoni) insieme a Moncef
Ghachem e alla Pocket Poetry Orchestra. Il suo interesse per la lingua siciliana lo ha
portato a collaborare con il drammaturgo Carmelo Vassallo e a lavorare sui testi di Salvo
Basso e Nino De Vita, firmando alcune regie tratte da opere poetiche (tra cui: Idda,
L’incittà, ‘U spavintapàssari, Le vecchie e il mare, Nenti sutta u suli nenti subbra). Svolge
un’intensa attività di curatore e operatore culturale in diverse associazioni
(Associazione Musicale Etnea, Festival Internazionale di poesia Voci del mondo,
Leggerete, SabirFest). Suoi testi sono stati pubblicati in varie riviste e antologie, in Italia e
all’estero. Casa Munnu (Mesogea, 2021) è la sua ultima raccolta.

Nel 2019 ha vinto il Premio Lerici Pea “Paolo Bartolani” su segnalazione di Andrea Camilleri e Manuel Cohen.

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