Costanza Paternò – “Incostanza”

INCOSTANZA DUO

Costanza Paternò voce e chitarra
Vincenzo Gangi  chitarra e basso

il progetto è disponibile anche nella versione con la formazione dei Dounia al completo che ha registrato il disco omonimo

Vincenzo Gangi e Costanza Paternò hanno trovato una loro sintonia musicale fatta d’affetto e gusti affini. Le traiettorie dei pianeti 1985 e 1963 si sono intersecate a causa di una giovinezza un po’ antiquata e di una maturità poco convincente.

La miscela degli ingredienti sopraffini del Maestro Gangi alla chitarra o al basso: una ritmica incalzante e di alta complessità, armonie mai scontate e una instancabile ricerca che odora di Brasile, Bach e ottima Pop music americana
con la voce di Costanza: divertita e fluente, colorata e irrequieta ricca di espressioni contrastanti tra il jazz e la lirica, dà i natali ad uno spettacolo musicale inaspettato e, a quanto afferma gran parte del pubblico, parecchio inusuale.
Incostanza è un concerto con un chiaro indirizzo intimista. Questo portare alla luce le “interiora”,  smascherarsi su un palco, rendersi così vulnerabili e al contempo egotici, sospinge Costanza in un atmosfera di dissacrante ironia. Così ogni qual volta si ritrova davanti ad un pubblico pronta a espellere il suo materiale acustico e letterario quasi sempre esaurisce ogni contegno e riversa sulla gente anche tutto il suo imbarazzo tra profondità e banalità, filosofia e sublime idiozia.

 

Incostanza covercostanza-paterno-2

 

Costanza Paternò Cantante ed autrice. Nata in Friuli Venezia Giulia e trapiantata in Sicilia, ha delle radici bizzarre e scosse. Come spesso accade, inizia a scrivere per caso. Tante sono le idee, ma ben poche riescono a finire sulla carta o nell’aria. Per lei è più semplice cogliere sul momento, tra lucidità e senso di inadeguatezza, quei pochi versi che le escono fuori dagli occhi. Ha iniziato a urlare da piccola, poi ha urlato nel coro, poi al conservatorio e lì, per fortuna, ha fatto alcuni incontri interessanti. Costanza si interessa di teatro, danza e Natura (umana e non).
E si è ben formata in ambito teatrale, coreutico e vocale con Miriam Palma, Abbondanza/Bertoni, Roberto Castello, Alessandra Fazziono, Jean-Paul Denizon, Silvia Calderoni, Elisa Poidomani, Michael Aspinal, Stefania Patané, Marta Raviglia, Ewa Benesz, Gabriella Rusticali, Sajncho Namčylak, Jen Shyu, Tran Quang Hai, Sofia Ribeiro.Ha preso parte ad importanti rassegne, tra cui Rara Festival, Sincero Festival, Efestiade, Scenario Danza, Sicily Folk Festival, Alkantara Fest, Sometimes In Winter: Rassegna di Jazz e Musiche Possibili. E ha vinto numerosi premi, come il Premio per la Canzone d’Autore Fabrizio De Andrè 2010, e il Premio Leontinoi 2014.

Ha collaborato, tra gli altri, con il compositore elettroacustico Dario San Filippo (PASTO NUDO, improvvisazioni per voce e nastro, progetto selezionato nel 2008 per il Premio Nazionale delle Arti), il cantautore Davide Di Rosolini (UNDUO, progetto di teatro canzone), il gruppo Banda Oriental (musica d’autore latinoamericana), l’ensemble Quattro Canti (quartetto di percussioni e voci), il chitarrista Victor Herrero, il regista Angelo D’Agosta, il regista Onofrio Zummo (BULLET SHOT, spettacolo realizzato in collaborazione con Zappalà Danza).
Il suo primo disco dal titolo Incostanza, è frutto della collaborazione con i Dounia (Faisal Taher, Vincenzo Gangi, Giovanni Arena, Riccardo Gerbino) e con tanti altri musicisti tra cui Simona Di Gregorio, Tony Cattano e Marta Raviglia.
È diplomata in canto jazz presso il Conservatorio di Musica «Antonio Scontrino» di Trapani e coordina le attività dell’Associazione di Promozione Sociale e Culturale «Il Ballatoio» di cui è fondatrice e presso la quale insegna canto.

Vincenzo Gangi bassista, chitarrista, compositore suona con diversi gruppi fusion e poi con i Kunsertu, gruppo di punta della world music italiana, dal 1987 fino alla scioglimento nel 1995. 

Nel 1996 è tra i fondatori del gruppo Dounia, nato dall’unione di quattro musicisti provenienti da varie esperienze artistiche. Il loro intento risalta già dalle prime apparizioni in pubblico: la voglia di esplorare ulteriormente il panorama della world music. Incentrando il loro progetto musicale sulla base di un set acustico, i Dounia fondono la singolare vocalità mediorientale di Faisal Taher ad un’inedita miscela di melodie, armonie, ritmi e suoni provenienti da ogni parte del mondo.

I Dounia hanno inciso i cd Silent Town (Viceversa), New World e Monkey (Il Manifesto Dischi), Dalle sponde del mare bianco, con Moncef Ghachem e Biagio Guerrera (Mesogea – 2003). Hanno partecipato a numerosi festival in Italia e all’estero: Sete Sóis Sete Luas 2007 Portogallo; Medvoices Fest 2005 Creta; Devotional Music Festival 2004 Istanbul; Journées Théåtrales de Carthage 2003 Sidi Bou Said Tunis; Rossini Opera Festival 2002 Pesaro; Womad 2001 Reading UK; 2° World Music Festival 2000 Belo Horizonte Brasile; Womad 2000 Palermo.

Inoltre hanno realizzato le musiche in scena in vari spettacoli teatrali per la regia di Ninni Bruschetta: Che farai frà Jacopone; Medea di F. Grillparzer; Antonio e Cleopatra di W. Shakespeare; Il mio nome è Caino di C. Fava; L’istruttoria di C. Fava; La Costituzione di N. Bruschetta.

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