Domenica 22 Novembre 2015

Catania, Centro ZO – Ore 21.15

 

CAMURRIA

 

Di e con Gaspare Balsamo

Giancarlo Parisi fiati

Giorgio Maltese marranzano e tamburi

 

Atto unico di 60 minuti Camurria – seccatura in dialetto siciliano – opera prima di Gaspare Balsamo, trapanese classe 1975, è la storia di storie strappate alla memoria, è la narrazione della vicende di una famiglia, di un picciutteddo, di un nonno, di una bisnonna e della sua orazione, rivissuta attraverso la magia del teatro dell’opera dei pupi. Lo spettacolo nasce dall’idea affascinante che dietro il mondo dei Pupi e delle Marionette ci siano le storie delle persone e delle loro famiglie, le vite dei pupari e dei cuntisti. E’ proprio questo che il testo scenico racconta, accompagnato dai toni forti del movimento, della danza, del ritmo e della musica, affidata ad Giancarlo Parisi (fiati), Giorgio Maltese (marranzano, tamburi). Sullo sfondo i colori della Sicilia, quella a cavallo tra le due guerre. ‘Camurria – nelle parole di Gaspare Balsamo – è il senso di appartenenza, è l’attaccamento alla terra, alla cultura popolare a cui il teatro deve sempre attingere’

 

Note di regia

Camurria è la storia di storie strappate alla memoria.

Camurria è un termine dialettale siciliano, che significa seccatura, noia. Seccante come la voce di un bambino che si mette a camurria, perché per forza vuol sapere.

E’ la storia di una famiglia, di un picciutteddo, di un nonno, di una bisnonna e della sua orazione.

E’ la storia di un puparo e cuntista.

Camurria è la storia di queste storie strappate alla memoria.

Ho visto e ascoltato nelle facce e nelle voci della gente, verità e bugie.

Voglia di raccontare e partecipare, e voglia di non dire nulla, far finta di sapere e far finta di non sapere, silenzi che parlavano e voci che invece non dicevano nulla o ripetevano sempre le stesse cose.

E’ utile e interessante far rivivere attraverso lo sguardo della mente la parte epica e mitica di questo mondo popolato da gente che non c’è più. Muoversi tra l’oralità e la scrittura.

Una memoria che non è un percorso lineare e continuo, ma anzi un viaggio contorto, smemorato e fantasioso che rimette in gioco un modo di fare teatro tanto moderno quanto antico. Ma il tutto calato qui, ora ed in noi, noi che lo facciamo e lo viviamo, questo spettacolo.

 

Biografia

Gaspare Balsamo è nato a Erice nel 1975. Si è laureato in Lettere (Arti e Scienze dello spettacolo), presso l’Università La Sapienza di Roma. Qui partecipa a diversi laboratori teatrali e teorici nel Centro Teatro Ateneo. Dopo aver frequentato l’Accademia teatrale dell’Orologio, si specializza all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, incontrando il Maestro Mimmo Cuticchio. Da qui inizia un nuovo percorso di ricerca, continuando a studiare e lavorare con Mimmo Cuticchio, Marco Baliani, Danio Manfredini, Davide Enia… Nel 2006 porta in scena il suo primo testo teatrale prodotto dall’ ass. cult. produzionepovera – che ancora oggi ne produce i diversi progetti – ne cura la regia e vi recita come attore. Ha lavorato inoltre come attore e autore con Andrea Cosentino, è stato attore nella teatro-novela Bizarra di R. Spregelburd con la traduzione e regia di Manuela Cherubuni – premio Ubu come miglior novità straniera. Ha interpretato Giovanni Falcone nello spettacolo “Giovanni e Paolo” della compagnia la bottega del Pane. Ha collaborato con la Fondazione Romaeuropa, e con la Fondazione Fiumara D’Arte di Antonio presti. Collabora con musicisti tra cui, Rita Botto, Alfio Antico, Rocco De Rosa, Unavantaluna, Piccola Orchestra La Viola, Antonio Smiriglia e i Cantori dei Nebrodi, Smitch Bros,. Nel cinema e in tv ha lavorato con Alberto Negrin, Salvo Cuccia, Tony Trupia, Francesco Lagi e Marcello Mazzarella.