Polo delle Arti

La premessa

Librino, città satellite, una grande opera incompiuta con ampi spazi verdi e una vista mozzafiato sul mare e sull’Etna. Nella periferia di Catania, per decenni ha vissuto un totale abbandono e degrado. Un territorio complesso che offre scarse opportunità soprattutto ai giovani. Qui opera, tra gli altri, l’Istituto comprensivo Rita Atria (già Fontanarossa) attualmente diretto dalla preside Concetta Tumminia.

L’Istituto, composto da 7 plessi, comprende un territorio molto vasto che si estende fino al limite con la provincia di Siracusa. La varietà del territorio su cui insiste la scuola determina una notevole diversità sociale e culturale dell’utenza. Accoglie quasi 900 alunni che, dallo scorso anno, hanno la possibilità di scegliere lo studio di uno strumento musicale tra pianoforte, flauto traverso, percussioni o tromba. Al fine di creare opportunità di arricchimento dell’offerta formativa, l’Istituto nel corso degli anni ha intessuto un’ampia rete di relazioni con il territorio attraverso varie forme di collaborazione con enti privati e pubblici. Nel 2014 ha dato vita alla rete “Polo Catanese di Educazione Interculturale-Global Teacher Centre”, un patto territoriale tra scuole, associazioni culturali, ONG, comunità di immigrati e Università, nata per affrontare l’emergenza educativa.

Masseria Moncada, Polo della Arti

È annessa al plesso ubicato nel cuore di Librino una bellissima masseria, una struttura spesso vandalizzata, che ha trovato nel progetto “Scuole aperte partecipate in rete”, sostenuto dall’impresa sociale “Con I Bambini”, la possibilità di divenire un Polo delle Arti, un luogo di aggregazione che ruota intorno all’Arte e alle sue molteplici forme: musica, danza, teatro, fotografia, pittura, poesia, scenografia, sartoria.

Il Polo delle Arti nasce dunque già forte di una rete consolidata di partner. Referente territoriale del progetto l’Associazione Musicale Etnea, che oramai da diversi anni a ritenuto di espandere le proprie attività nell’ambito di settori altamente delicati – ospedali pediatrici e carceri minorili – offrendo il proprio contributo a sostegno di realtà a rischio di esclusione sociale e povertà educativa e che ha quindi sposato subito il progetto con entusiasmo.

Dopo l’inaugurazione che ha visto il 25 e il 26 gennaio 2020, un incontro progettuale tra le Associazioni partner e un incontro con l’assessore comunale e rappresentanti dell’Università, la domenica 26 mattina si è presentato il murale realizzato dall’artista siriana Diala Brisly in collaborazione con gli alunni di Fontanarossa e si sono esibiti i giovani allievi di due laboratori musicali che operano in seno all’Istituto. Bella conclusione, sempre in musica con il concerto di Eleonora Bordonaro e Puccio Castrogiovanni.

L’emergenza Covid ha rallentato ma non bloccato le attività che sono andate avanti per tutto il periodo scolastico 2020/21 con laboratori teatrali e musicali, corsi di scacchi e con le prove dei giovani di “Musica Insieme a Librino”. Alla conclusione di un percorso laboratoriale articolato, con la presenza dei musicisti Puccio Castrogiovanni e Luca Recupero e del poeta Biagio Guerrera a giugno Giulia Piccione ha realizzato “Dare Voce”: un campionario sonoro, una corale di voci e fotografie raccolta fra i banchi di scuola, per restituire un’esperienza pedagogica umana e ambientale vissuta nel quartiere di Librino, nella periferia di Catania. Dalla didattica partecipata agli orti urbani, dalla scuola a distanza a quella inclusiva che si fa casa per esprimere all’interno, cantando, ed espandersi all’esterno, coltivando, nella strada collettiva che le generazioni attraversano come radici volanti. Le fotografie del progetto sono stato realizzate da Daniele Vita.

L’estate poi si è riusciti a realizzare un Grest con un programma ricchissimo di attività: laboratori di percussioni e danza africana con il maestro Mohamed Camarà (Guinea), percussioni con Romina Adorno, giocoleria a cura di Gammazita/Ursino Busker; concerti laboratorio (Lautari, Sonu Bandido, Incostanza duo), attività di gioco e animazione a cura di Talìta Kum e due appuntamenti settimanali a mare alla Colonia Don Bosco finanziati anche da una riuscita campagna di crowd funding.

I Progetti

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