Scherma Corta Siciliana

Sul Corso

La scherma corta siciliana è un’arte marziale tradizionale che nel corso dei secoli si è sviluppata in Sicilia per i duelli d’onore. Oggi quando si pensa al coltello come arma di offesa/difesa spesso lo si associa alla malavita ed alla delinquenza da strada. In realtà in Sicilia, così come in altre regioni d’Italia, lo studio del coltello come disciplina marziale apparteneva ad una società cavalleresca imperniata fortemente sul senso dell’onore nella quale il coltello, assieme al bastone, rappresentava lo strumento per difendere i propri cari, gli amici e gli indifesi. L’insegnamento di quest’arte è stato considerato illegale fino a non molto tempo fa e per questo tenuto nascosto da chi la praticava. Anticamente vi erano vere e proprie scuole in tutta la Sicilia, oggi purtroppo quasi tutte scomparse. L’uso del coltello da duello si insegnava clandestinamente nelle cosiddette “sale” che potevano essere depositi, magazzini o civili abitazioni nelle quali quest’arte si trasmetteva ad amici, parenti e persone fidate. Spesso i membri delle varie scuole si incontravano per confrontare i rispettivi stili e avvenivano così vere e proprie gare nelle quali i partecipanti dovevano dimostrare la propria superiorità tecnica usando un finto coltello di legno, ‘a paranza, lo stesso usato negli allenamenti. Imparare oggi quest’arte, che nulla ha da invidiare alle ben più note discipline marziali orientali, vuol dire diventare depositari di un sapere antico dal grandissimo valore culturale. Il workshop introdurrà i partecipanti allo stile “Santamaria” . Questo particolare stile di coltello, appreso dal M° Giuseppe Bonaccorsi, il quale a sua volta lo ha ereditato dagli ultimi anziani maestri di una famiglia ripostese, detti “i Santamaria” per l’appunto, è considerato tra i più tecnici, efficienti e completi tra gli stili tradizionali superstiti sia nazionali che internazionali.

 

 

L’Insegnante

Giorgio Maltese, cantante e polistrumentista. Giovanissimo studia chitarra classica con il Maestro Alfredo D’Urso (Primo premio assoluto al concorso nazionale “TuttArte” 2005). Nello stesso anno grazie a Fabio Tricomi, polistrumentista e ricercatore catanese, scopre il mondo della musica tradizionale e degli strumenti popolari intraprendendo lo studio del marranzano e avviando un’intensa attività di ricerca che lo porterà a conoscere i pochi anziani suonatori e costruttori di strumenti tradizionali siciliani rimasti da cui assimila repertorio, prassi esecutiva e tecniche costruttive. Impara così a suonare il mandolino, i flauti di canna tradizionali, il tamburello, l’organetto e la zampogna a paro. Si esibisce con diverse formazioni musicali tra le quali i ‘Na Maravigghia, I Beddi, Totò Nocera e Tamburo di Aci, duo Triquetra, Don Cecè e Mastru Giorgio e suona in diversi spettacoli teatrali collaborando con Guglielmo Ferro, Tiziana Sensi, Salvo Piro, Valerio Santi e Orazio Alba. Svolge attività di divulgazione degli strumenti tradizionali siciliani.

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Corsi di Danza e Discipline di Movimento, Lomax | World Music School
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