THE WORKCENTER DI JERZY GROTOWSKI E THOMAS RICHARDS

Open Choir
Fuori abbonamento

 

Il Workcenter di Jerzy Grotowski e Thomas Richards è stato fondato nel 1986 a Pontedera, località in cui Grotowski trascorse gli ultimi 13 anni della sua vita sviluppando una linea di ricerca sulla performance conosciuta come l’Arte come veicolo, che portò avanti fino alla sua morte nel 1999.
All’interno di questa ricerca investigazione creativa Grotowski lavorò a stretto contatto con Thomas Richards e Mario Biagini, gli unici eredi del suo patrimonio che include l’intero corpus dei suoi scritti. Dal 1999 Richards e Biagini, che sono rispettivamente Direttore Artistico e Direttore Associato, mandano avanti il percorso di ricerca sulla performance del Workcenter. Attualmente al suo interno operano 18 artisti provenienti da 9 diversi paesi.
Jerzy Grotowski è considerato uno dei più influenti esponenti teatrali del XX° secolo: i suoi esordi come regista si fondarono sulle ricerche pioneristiche di Constantin Stanislavski. Grotowski rivoluzionò e cambiò la concezione della relazione tra pubblico ed attore nel teatro contemporaneo occidentale, agendo sullo spazio del palcoscenico e sulla recitazione. Tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80, abbandonate le produzioni teatrali, iniziò una ricerca sul Teatro delle Fonti, che lo condusse in India, Messico, Haiti e altri luoghi in giro per il mondo, con lo scopo di entrare in contatto con pratiche tradizionali di culture diverse. Sul filo di questa ricerca, negli anni compresi tra il 1983 ed il 1986, Grotowski iniziò un lavoro volto ad identificare specifici elementi costanti all’interno delle diverse tradizioni rituali. A conclusione di questo periodo, il regista polacco sviluppò l’ultima fase della sua ricerca, conosciuta come Arte come veicolo, in cui l’attenzione per l’arte si coniuga con l’approccio dell’interiorità dell’essere umano.Attualmente il Workcenter porta avanti l’indagine dell’Arte come veicolo, destinandola ad una molteplicità di luoghi come teatri, edifici industriali, chiese, sale concerto, pub, bar, ma anche case ed appartamenti. Nel corso dei suoi 30 anni di attività tantissimi artisti provenienti da tutto il mondo si sono uniti al team del Workcenter, alcuni di loro per brevi periodi, altri per una durata vicina ai 10 anni. Il Workcenter si dedica alla crescita professionale dei suoi artisti e concentra i suoi sforzi affinché ogni membro del gruppo sviluppi il potenziale creativo che lo rende unico e lo caratterizza. Grotowski, infatti, non desiderò mai che la propria ricerca si trasformasse in una pratica dogmatica.

 

Open Choir, coordinato da Mario Biagini, con i componenti dell’Open Program, è l’esplorazione di quella che consideriamo una forma d’arte dimenticata che permette una partecipazione attiva di coloro che vi prendono parte. Si tratta di un evento gratuito ed aperto, al quale tutti sono invitati a prendere parte delicatamente. Questo incontro unico e non settario incontro tra persone attraverso canti della diaspora africana, condotto attentamente da un preparato gruppo di artisti, permette al pubblico di entrare in contatto con se stessi e con gli altri, tramite canti, danza e l’interazione all’interno di un contesto partecipativo. I partecipanti, provenendo da diversi background, contribuiscono alla creazione di un prodotto artistico al di là delle differenze sociali e culturali, che catalizzando uno spazio condiviso di riconoscimento condiviso ed interazione.
Questa pratica artistico-performativa al tempo stesso antica e nuova, destruttura la nozione comune di un coro e ci fa porre delle domande sulle nostre certezze riguardo tematiche della comunità, dell’identità, della diversità, dell’appropriazione culturale, della performance.
Open Choir crea la possibilità di portare persone provenienti da differenti livelli socio economici in uno spazio e in tempo che supera i confini culturali e/o linguistici, creando uno spazio protetto in cui sperimentare la cura per l’incontro e per l’azione congiunta.