Marranzano e Scacciapensieri

Sul Corso

Il marranzano è percepito da molti come lo strumento musicale siciliano per antonomasia, simbolo sonoro della tradizione musicale della nostra isola, eppure esso è diffuso in una grande varietà di forme e modelli anche in moltissime altre culture tradizionali in Italia, in Europa, in Asia, nell’intero pianeta.

 

Ecco perché il laboratorio su marranzano e scacciapensieri ospitato dalla Lomax World Music School sarà curato da tre diversi docenti, per cercare di restituire agli studenti, attraverso una pluralità di approcci differenti, un’immagine ampia e variegata delle tecniche e dei repertori disponibili per questa famiglia di strumenti, costruendo e sperimentando insieme ai partecipanti anche nuove possibili esperienze di musica d’insieme.

 

Il marranzano è stato spesso – erroneamente – associato ad un’immagine stereotipata della Sicilia retrograda e mafiosa. Oggi invece questo piccolo strumento, fortemente radicato nella tradizione siciliana ma diffuso in tutto il mondo, può diventare “portatore sano” di una nuova idea di sicilianità, fondata sul dialogo interculturale e sull’impegno per la legalità e per i temi etici, culturali ed ambientali.
Riscoprire il reale spessore sonoro e culturale della tradizione musicale legata a questo piccolo e straordinario strumento è dunque il primo passo di un percorso di riappropriazione delle nostre radici culturali, che coniuga un fertile legame con il nostro territorio e simultaneamente ci permette di sperimentare un possibile veicolo di connessione con popoli e culture lontane.

 

 

Gli Insegnanti

Luca Recupero, musicista, ricercatore e tecnico del suono, è l’ideatore ed il direttore artistico del Marranzano World Festival. Ha compiuto studi di etnomusicologia ed organologia nelle Università di Bologna, Roma, Amsterdam e Londra. Dal 1996 si dedica alla ricerca sugli strumenti della tradizione Siciliana ed in particolare sul marranzano e sui tamburi a cornice, indagando gli aspetti storici ed etnomusicologici ma coltivando anche gli aspetti performativi. Amante delle musiche di tradizione orale, coniuga lo studio ed il rispetto per gli strumenti e le modalità tradizionali del fare musica con la ricerca di una dimensione interculturale e contemporanea della didattica e della ricerca musicale.

 

Giorgio Maltese, cantante e polistrumentista. Giovanissimo studia chitarra classica con il Maestro Alfredo D’Urso (Primo premio assoluto al concorso nazionale “TuttArte” 2005). Nello stesso anno grazie a Fabio Tricomi, polistrumentista e ricercatore catanese, scopre il mondo della musica tradizionale e degli strumenti popolari intraprendendo lo studio del marranzano e avviando un’intensa attività di ricerca che lo porterà a conoscere i pochi anziani suonatori e costruttori di strumenti tradizionali siciliani rimasti da cui assimila repertorio, prassi esecutiva e tecniche costruttive. Impara così a suonare il mandolino, i flauti di canna tradizionali, il tamburello, l’organetto e la zampogna a paro. Si esibisce con diverse formazioni musicali tra le quali i ‘Na Maravigghia, I Beddi, Totò Nocera e Tamburo di Aci, duo Triquetra, Don Cecè e Mastru Giorgio e suona in diversi spettacoli teatrali collaborando con Guglielmo Ferro, Tiziana Sensi, Salvo Piro, Valerio Santi e Orazio Alba. Svolge attività di divulgazione degli strumenti tradizionali siciliani.

 

Puccio Castrogiovanni è nato a Catania nel 1962 da una famiglia di artisti e musicisti, comincia fin da piccolo a studiare il piano e a suonare il marranzano e la chitarra. Suona indifferentemente svariati strumenti etnici: dalle tastiere ai plettri, dai fiati alle percussioni. Appassionato di liuteria, possiede una variegata collezione di strumenti delle tradizioni popolari.
È uno dei fondatori del gruppo musicale I LAUTARI, con cui da oltre vent’anni svolge un’intensa attività concertistica e discografica. I Lautari si muovono nel solco della tradizione popolare e del suo rinnovamento con un progetto che prevede la ricerca e la rielaborazione di canti siciliani, ma anche la composizione di canzoni inedite nel rispetto dei motivi e delle forme tradizionali.

Nel 2007 Puccio Castrogiovanni inizia la sua collaborazione con Roberto Zappalà e la compagnia zappalà danza, in occasione della realizzazione di “Instrument 1 <scoprire l’invisibile>”, spettacolo di Roberto Zappalà realizzato nell’ambito di Etnafest Arte, per il quale Castrogiovanni effettua un’originale ricerca sul marranzano. Lo spettacolo ancora in tour è stato rappresentato in tutto il mondo e ne sono state realizzate oltre cento repliche. Successivamente Castrogiovanni firma anche le musiche di “A.semu tutti devoti tutti”, creazione di Roberto Zappalà, che ha vinto il Premio Danza&Danza quale miglior spettacolo italiano 2009.

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